Analizzando un titolo di Hideo Kojima ci si aspetterebbe una notte insonne, passata riempendola di parole più o meno adatte alla levatura del gioco in questione, di riformulazioni, di correzioni. Capolavori di scrittura ed ideazione, che spiccano per originalità e ricercatezza delle tematiche, avrebbero bisogno di una selettiva scelta di frasi atte a valutare la realizzazione generale nel migliore dei modi concepibili. Nonostante tutto però, Metal Gears Solid V: Ground Zeroes ci trasporta in un limbo, in una sottile striscia eterea senza dimensione, nella quale "giudizio" e "non giudizio" tendono ad annichilirsi a vicenda. La nuova opera di Hideo Kojima altro non è che un povero prologo, e il far ritrovare così mentalmente in stallo i recensori di videogames, non sempre giova ai fini di una buona valutazione. Non ci sono volute perciò notti senza sonno, tazze di caffè ed ore difronte un computer. La recensione questa volta fila liscia, in poche, essenziali parole.
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26 maggio 2014
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